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Credito e nuove regole default qualche primo, timido, segnale positivo

Già qualche mese fa avevamo segnalato la necessità di una maggiore flessibilità nell’applicazione di regole comunitarie volte a salvaguardare i patrimoni delle banche, ma che hanno un impatto pesante sull’accesso al credito di artigiani e piccole imprese, oltre che delle famiglie.

Tra queste regole spicca l’avvio, dal 1° gennaio, dei nuovi parametri che portano banche e intermediari finanziari a classificare come default i debiti scaduti, considerando come tale un arretrato di pagamento di oltre 90 giorni anche di soli 100 euro per una piccola impresa.

Insieme alla Associazione Bancaria Italiana e alle altre Associazioni di categoria abbiamo scritto alle autorità europee, ribadendo la necessità di rivedere tempi e modalità di attuazione di regole pensate qualche anno fa, in contesti ben diversi, e che ora rischierebbero di dare il colpo di grazia ad un’economia già fortemente colpita dalla pandemia.

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GARFIDI restituisce anticipatamente 550.000 euro ai propri soci

GARFIDI affronta la sfida Covid-19 e decide di sostenere direttamente i propri soci con un versamento diretto complessivo fino a 550.000 euro. Si tratta di una restituzione anticipata delle quote sociali versate a quasi 400 membri.

Inoltre il CDA ha preso ulteriori decisioni specifiche per ridurre il costo delle garanzie.

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CNA Trentino Alto Adige: "Le PMI non reggeranno alle nuove regole bancarie europee. Con 100 euro di scopertura per 90 giorni andranno in default anche aziende sane"

Le nuove regole bancarie europee rischiano di portare al default migliaia di imprese del Trentino Alto Adige. È urgente un cambio di rotta a livello europeo, ma sono necessari anche interventi territoriali, promossi dalle Province Autonome, per aiutare le piccole e micro imprese a patrimonializzarsi, mentre per i piccoli imprenditori è sempre più indispensabile una formazione che arricchisca la capacità di saper fare con competenze proprie del saper gestire imprese, liquidità, risparmi e flussi di cassa.

L’argomento è stato discusso ieri sera dalla Presidenza di CNA Alto Adige, riunita per tracciare il bilancio di fine anno e definire le priorità del 2021. Anche i vertici di CNA Trentino sono preoccupati per questo imminente problema.

L’intera CNA regionale è al fianco di quella nazionale, dell’Abi e delle altre associazioni di imprese che hanno inviato congiuntamente alle istituzioni europee una lettera con la forte richiesta di intervenire urgentemente su alcune norme in materia bancaria che, pensate in un contesto completamente diverso da quello attuale e caratterizzate da un eccesso di automatismi, rischiano di compromettere irrimediabilmente le prospettive di recupero dell’economia italiana ed europea, oltre che di quella regionale

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Confidi antiusura, compiuto un passo in avanti

Nel testo della Legge di Bilancio approvato dalla Camera, e ora al vaglio del Senato per la definitiva approvazione, ha trovato opportuno spazio anche un emendamento proposto dalla onorevole Sara Moretto che riserva ai Confidi un ruolo più incisivo nella gestione dei Fondi Antiusura.

Il testo, che riprende una proposta formulata da Fedart, la federazione dei Confidi promossa dalla CNA e da altre associazioni di categoria, amplia le finalità e le modalità di utilizzo del Fondo affinché queste risorse (di ingente importo, ma di difficile impiego a causa di palesi criticità operative) possano essere effettivamente utili alle imprese di minori dimensioni più esposte al rischio usura attraverso i Confidi.

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