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Credito, sul “Corriere della Sera” le anticipazioni della nostra indagine

Il ritorno alla normalità pone di fronte alle imprese opportunità, ma anche ostacoli. Ostacoli che spesso sono gli stessi, perduranti da tanti, troppi anni. Un esempio per tutti? Il problema del credito, uno dei temi più a cuore delle imprese (e delle piccole in particolare), destinato probabilmente a riproporsi in tutta la sua gravità una volta esaurite le misure emergenziali che si sono dimostrate efficaci.

Per trovare delle soluzioni serve però conoscere a fondo il problema. E meglio se dalla parte di artigiani e imprenditori, chi cioè lo affronta quotidianamente. Quanto ha fatto la CNA realizzando una indagine sul credito alla quale ha risposto un campione di circa 5mila attività. I cui risultati hanno suscitato l’interesse del “Corriere della Sera”.

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Bankitalia: cresciuti in regione i depositi di aziende e famiglie. CNA: "Necessario un patto tra Banche, Istituzioni e imprese per sostenere la ripresa"

“È necessario un nuovo patto tra Sistema bancario regionale, Istituzioni e imprese del territorio per fare in modo che la liquidità messa da parte da famiglie e aziende nelle fasi acute della pandemia diventi la base del rilancio dell’economia, della creazione di nuovi posti di lavoro e del consolidamento di quelli attuali”. Lo afferma Claudio Corrarati, presidente della CNA Trentino Alto Adige, commentando il rapporto ”L’economia delle Province autonome di Trento e di Bolzano”, presentato oggi dalla Banca d’Italia.

Oltre ai dati ormai consolidati del 2020 - come il calo del Pil del 10% in Trentino e dell’11% in Alto Adige, rispetto al -8,9% di media nazionale, la flessione della redditività, il calo di vendite del manifatturiero, la tenuta dell’edilizia, il crollo verticale delle attività del turismo e della ristorazione - la CNA regionale sottolinea  il paragrafo del rapporto che evidenzia: “Le imprese hanno notevolmente ridotto l’attività di investimento in tutti i settori per effetto del sensibile aumento dell’incertezza dovuta sia alla durata della pandemia sia all’intensità delle misure restrittive adottate per contrastarla”.

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CNA regionale: "Moratoria sui prestiti anche alle aziende in sofferenza. Poca liquidità, pagamenti in ritardo e aumento dei costi sono un cocktail micidiale"

“Rifiuto della moratoria alle aziende in sofferenza, pagamenti dei fornitori in ritardo e aumento del costo delle materie prime sarebbero un cocktail micidiale che rischia di vanificare la ripartenza dell’economia dopo la paralisi causata dalla pandemia. Chiediamo massima collaborazione alle banche, alle aziende, ai consorzi di garanzia. Ne usciremo solo remando tutti nella stessa direzione”. Lo afferma Claudio Corrarati, presidente della CNA Trentino Alto Adige.

CNA ha insistito molto, negli ultimi giorni, a livello nazionale e territoriale, per fare chiarezza sulla situazione del credito alle PMI. In merito alla proroga della moratoria sui prestiti, contenuta nel decreto Sostegni bis, la Banca d’Italia ha confermato in modo inequivocabile quanto sostenuto dalla CNA nella recente lettera all’Abi: il beneficio si applica senza soluzione di continuità alle imprese che ne fanno richiesta senza generare classificazioni a sofferenza per tutto il periodo della moratoria nonché segnalazioni alla Centrale Rischi.

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Vaccarino (CNA): “Sulle regole per il credito è il momento delle riforme”

La moratoria sui prestiti ha dimostrato di essere uno strumento indispensabile per affrontare l’ultimo tratto del mare tempestoso provocato dalla pandemia. I segnali di ripresa che arrivano dal sistema produttivo sono incoraggianti, ma i flussi di cassa generati dalle imprese non consentono ancora di passare alla fase successiva dell’exit strategy dalle misure emergenziali. E’ quanto scrive il presidente nazionale di CNA, Daniele Vaccarino, in un editoriale pubblicato su Il Foglio nel quale affronta il tema vitale del credito prendendo spunto dalla proroga della moratoria prevista nel decreto sostegni bische opera in continuità, ma prevede un nuovo onere a carico delle imprese che rischia di inceppare l’ingranaggio in quanto molte banche manifestano una forte resistenza.

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