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CNA Politiche fiscali - Sconto in fattura, gli oneri finanziari riaddebitati in fattura fanno parte del corrispettivo

L’addebito degli oneri finanziari nelle fatture relative alle prestazioni edili per cui è riconosciuto lo sconto, fanno parte del corrispettivo e, pertanto, oltre a rientrare nell’agevolazione sono assoggettati ad Iva. Al contrario, l’impresa che decide di cedere in un secondo momento il credito realizza una operazione finanziaria, da cui possono emergere oneri finanziari deducibili dal reddito, qualora, come sempre accade, la cessione del credito corrispondente allo sconto in fattura riconosciuto avviene a un valore inferiore rispetto a quello nominale.

L’Agenzia delle Entrate con circolare del 23 giugno ha chiarito una serie di elementi legati alla formazione del corrispettivo delle somme aggiuntive relative al riaddebito degli oneri finanziari, sostenuti nel caso in cui sia riconosciuto lo sconto in fattura.

CNA Politiche Fiscali - Quando si applica l’estensione di 30 giorni per il pagamento avvisi bonari

La previsione dell’estensione, da 30 a 60 giorni, del termine di pagamento delle somme dovute al fisco a seguito del controllo automatizzato delle dichiarazioni stabilito dall’articolo 37-quater del DL n. 21/2022 ha sollevato dubbi riguardo all’ambito temporale di applicazione della norma fissato tra il 21 maggio ed il 31 agosto 2022.

A riguardo l’Agenzia delle Entrate, sentita per le vie brevi, ha precisato che l’estensione si applica solamente in caso di pagamento in unica soluzione delle somme dovute.

Pertanto, rimane confermato il termine ordinario di 30 giorni per il versamento della prima rata, nel caso in cui il contribuente intenda optare per il pagamento rateale.

Ancora tanti adempimenti da cancellare per la semplificazione del fisco

La semplificazione fiscale deve diventare un principio generale capace di orientare scelte normative e prassi. È quanto ha sottolineato CNA nel corso dell’audizione davanti alle commissioni finanze e bilancio della Camera sul decreto semplificazioni, evidenziando la necessità di eliminare una serie di adempimenti ormai superfluigrazie all’introduzione della fatturazione elettronica, onerosi per le imprese come il regime Iva dello split payment e del reverse charge. Proprio per questo la proroga al 2026 del reverse charge nel decreto è emblematica dell’esigenza di semplificare. Infatti il reverse charge, in particolare nel settore dell’edilizia, rappresenta una spina nel fianco delle imprese, in quanto complica l’emissione della fattura e in alcuni casi determina situazioni croniche di credito Iva. Per questo occorre verificare a posteriori – ha indicato CNA – la reale efficacia di ogni misura per il contrasto dell’evasione.

Gli ISA non si applicano a tutte le partite Iva avviate nel 2019, passa la proposta CNA

Tutti i contribuenti che hanno aperto la partita Iva a partire dal 2019 saranno esclusi dall’applicazione degli ISA 2021. Lo ha stabilito l’Agenzia delle Entrate recependo l’indicazione emersa in Commissione esperti dove CNA aveva proposto l’esclusione dagli ISA di tutti coloro che hanno avviato la propria attività nel corso del 2019.

La nostra Confederazione aveva contestato la causa di esclusione con riferimento ai contribuenti che hanno subito una diminuzione dei ricavi/compensi di almeno il 33% nel periodo d’imposta 2021 rispetto al periodo d’imposta 2020 (per chi ha aperto la partita Iva a partire dal 1° gennaio 2019).