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Lavoro, rischio quiete prima della tempesta

A novembre l’occupazione nelle imprese artigiane, micro e piccole ha registrato un andamento sostanzialmente piatto. All’apparenza un dato positivo, considerata la crisi socio-economica persistente, ma che è stato determinato in gran parte da fattori esterni al mercato del lavoro: dal divieto di licenziamento al massiccio ricorso alla cassa integrazione guadagni. Una situazione che fa pensare al rischio di quiete prima della tempesta.

È quanto emerge dall’Osservatorio lavoro della CNA, curato dal Centro studi della Confederazione, che analizza mensilmente le tendenze dell’occupazione nelle imprese artigiane, micro e piccole dal dicembre 2014, all’inizio della stagione di riforme che ha profondamente modificato il mercato del lavoro italiano.

Vaccarino (CNA): “Leggi italiane non calibrate sulle piccole imprese”

“Ripartire dalle piccole imprese”: così il presidente nazionale CNA, Daniele Vaccarino, riassume la priorità per la ripresa dell’economia nel nostro Paese in un’intervista a Radio Vaticana. “Le difficoltà  hanno riguardato tutte le imprese. Il settore più colpito è stato il turismo e tutte le attività della filiera: taxi, noleggio con conducentefotografi. E poi lo spettacolo e tutti i comparti connessi”. Ma non mancano altri ambiti che hanno sentito fortemente il peso della crisi. Tra questi, l’arredamento, il settore calzaturificio e della lavorazione dei tessuti.

Chi ha retto meglio, è la manifattura, “a eccezione di quelli che hanno una forte esposizione verso l’estero”.

Indagine CNA: da Natale a Capodanno a tavola trionfa la tradizione

Saranno feste appannate, anche per quanto riguarda il mangiare&bere. Ma sulla tavola degli italiani trionferanno i cibi e le bevande tradizionali, una sorta di “comfort food” chiamato a fugare crisi e paure. A rilevarlo una indagine condotta in collaborazione da CNA Agroalimentare e CNA Turismo e Commercio alla vigilia del “Natale (e Capodanno) in confinamento”.

Dovrebbe superare i 3,5 miliardi l’importo complessivo della spesa alimentare nazionale per i cinque tradizionali appuntamenti a tavola del periodo a cavallo tra fine 2020 e inizio 2021: Vigilia di Natale, Natale, Santo Stefano, San Silvestro, Capodanno. Un periodo che l’anno scorso ha fatturato gastronomicamente oltre 4,5 miliardi. Il calo previsto, quindi, sarebbe di poco inferiore a un quarto del totale raggiunto nel 2019/2020. Tra limiti agli spostamenti, coprifuoco, generale clima di preoccupazione e sfiducia, la tendenza era già da tempo al peggioramento ma il colpo di grazia l’ha inferto l’ultimo Dpcm, con i suoi irrigidimenti. Un provvedimento, quest’ultimo, che potrebbe addirittura far pendere la bilancia della spesa ancor di più sul lato dei tagli.

Costo a parte, che cosa mangeranno gli italiani nelle festività? Di sicuro quest’anno si archivieranno definitivamente gli esotismi pre-crisi finanziaria, dal 2011 in poi, già ridottisi via via negli anni. Non solo nella giornata del 24 dicembre, tradizionale per antonomasia. I piatti della tradizione e della memoria, il valore consolatorio della cucina di nonna, sono chiamati a cercare di creare un’atmosfera festiva che tutto sembra congiurare, se non ad annullare, a ridurre. Le ricette familiari servono a rimarcare un senso di identità e di appartenenza, anche a creare un clima di affetto, in nuclei ridotti all’osso e nelle tante persone che rimarranno sole.

Patronato Epasa-Itaco, Claudio Corrarati (CNA Trentino Alto Adige) confermato nel Cda

E’ stato rinnovato il Consiglio di amministrazione del patronato Epasa-Itaco, che ha visto la rielezione a presidente di Daniele Vaccarino, presidente di CNA. Confermato anche Giorgio Cappelli come vice-presidente vicario. Confermato nel cda pure Claudio Corrarati, presidente di CNA Trentino Alto Adige. 

“Questo – ha affermato Vaccarino – è stato davvero un anno delicato per il sistema dei patronati italiani. A partire dallo scorso marzo, infatti, dopo l’esplosione della pandemia, Epasa-Itaco ha realizzato uno sforzo gigantesco per assicurare prestazioni e servizi a milioni di cittadini in difficoltà. In modalità digitale sono state inoltrate all’Inps milioni di pratiche con un impegno organizzativo e lavorativo quasi sovrumano. Di questo io ringrazio gli operatori del patronato Epasa-Itaco che, pur lavorando nella inedita modalità a distanza, sono rimasti puntuali e altamente professionali anche durante il lockdown vale a dire quando imprese, professionisti e lavoratori si sono trovati particolarmente in difficoltà e bisognosi di aiuti. Il nostro patronato – ha concluso Vaccarino – si è dimostrato in grado di entrare nell’era digitale consentendoci oggi di esserne legittimamente orgogliosi e di poterci proiettare nelle case degli italiani per assisterli, anche a distanza, nella fase di orientamento e di richiesta delle prestazioni di un sistema di welfare sempre più complesso”.